MASSIMILIANO ROSOLINO “Non c’è bisogno di essere un campione per apprezzare lo sport”

Massimiliano Rosolino

Foto Giuseppe Matarazzo

Massimiliano Rosolino è nato a Napoli nel 1978 da padre italiano (noto ristoratore napoletano) e madre australiana.
Stella del nuoto italiano e mondiale, Massimiliano Rosolino è un affermato conduttore e personaggio televisivo.
Attualmente ospite fisso, insieme alla compagna Natalia Titova, del programma in onda su Rai 1 “Oggi è un altro giorno“.

Massimiliano, sei l’atleta più medagliato della storia del nuoto italiano (ben 60 medaglie). E’ ancora importante per te vincere? Competizione e agonismo sono sempre presenti in quello che fai?
Si nasce o non si nasce competitivo. Da quando ho iniziato ad allenarmi, ho incominciato a spingere e a confrontarmi da solo, e poi con gli altri. Il cronometro è sempre stato il mio punto di riferimento, e lo è ancora.

Massimiliano Rosolino

Il nuoto, è diventato una delle discipline più seguite dal pubblico italiano proprio grazie ai successi conseguiti da Massimiliano Rosolino.

Qual è un aneddoto che non hai mai dimenticato?
Quando il mio allenatore mi diceva “devi far la buccia”, “devi imparare a perdere”. Pochi dicono queste cose, invece grazie a lui, ho imparato quanto sia importante saper incassare.
Ricordo anche i momenti alla vigilia delle Olimpiadi, dove pensi solo a concentrarti, perché in pochi centesimi di secondo ti giochi la vita, la carriera, la medaglia.

Da napoletano sei superstizioso?
Si, abbastanza.. (ride). Durante le gare facevo gesti sempre uguali, come si indossa il costume, l’entrata in piscina, il saluto, la stessa routine che ripetevo sempre scaramanticamente…

Massimiliano Rosolino

Prima agli Europei di Helsinki, dove si è portato a casa tre medaglie d’oro, poi ai Giochi Olimpici di Sydney 2000, dove ha conquistato l’oro dei 200 misti (compreso di nuovo record olimpico, col tempo di 1’58”98), e l’argento nei 400 metri stile libero.

Sei passato, sempre col tuo affascinante sorriso, attraverso tante esperienze: dai massimi livelli del nuoto, a Ballando Con le Stelle, a Pechino Express, Ninja Warrior Italia che hai condotto con successo all’inviato per L’Isola dei Famosi…
Quanto contano l’allegria e l’essere positivi nella tua vita?

Molto, l’euforia e l’entusiasmo sono fondamentali. Bisogna avere entusiasmo anche delle cose banali e nelle piccole cose. Ad esempio oggi vado ad insegnare ad un gruppo di bambini e ragazzi adolescenti, e l’euforia è fondamentale.

“Il cronometro è sempre stato il mio punto di riferimento, e lo è ancora”

 

Massimiliano RosolinoHai incarichi adesso?
Ho la supervisione tecnica dell’Area Nuoto dell’Antico Circolo Tiro a Volo di Roma. e poi ho il mio campo estivo che si chiama OndaMax perché organizzo stage e full immersion con ragazzi adolescenti fino a 18 anni, quindi bene o male, diciamo che questa è la mia porzione di nuoto.
Poi quella programmata con la mia Federazione Italiana Nuoto che quest’anno aveva degli Europei, abbiamo raccontato, fatto un po’ da PR, ma anche con la mia Federazione Italiana stessa vado ai campionati giovanili come scouting, come comunicazione ok?
Perché è ovvio che la mie attività sono abbastanza trasversali.

Massimiliano Rosolino

Massimiliano Rosolino dal punto di vista della comunicazione, ha una marcia in più. Forse è una questione di talento, un sapersi naturalmente rapportare al mondo dei media.

Cosa fai per essere così in forma, più nuoto o più ballo?
No, nessuno dei due purtroppo. Una semplice corsa di media.
Ok, vado a correre: corsa, canottaggio adesso un po’ di ciclismo in più perché anche divertente così in estate – l’ho rispolverato un po’ di più la bici.
Dipende dai momenti e anche questo è bello no.
Sì, assolutamente. Per uno che ha fatto tutta la vita sempre una sola disciplina, adesso poter diversificar e un po’ è anche interessante…se mi levi lo sport mi levi l’entusiasmo.
Ci sono quelle cose che ci metti 40 minuti, ma probabilmente anche di meno, per svilupparla perché già se vai a passeggiare – scendi la mattina, c’hai sonno, ma fai due passi a piedi e sei già di buon umore.
Perciò si cerca anche di promuovere l’attività fisica di base.
Con Sport e Salute facciamo un sacco di progetti, cerchiamo da più di un anno di incentivare le persone ad essere meno sedentarie.
Mi chiami perché faccio spesso un racconto da agonista, ma non c’è bisogno di essere un campione per apprezzare lo sport.
Anzi, adesso che non sono più lo sportivo che fa le Olimpiadi, lo sport rimane soltanto la bella faccia della medaglia perché è fatta soltanto di routine.
È ovvio che anche in estate cerco un posto dove posso portarmi la bicicletta poi quest’anno ho scoperto il SUP, ok?
Quindi tra Napoli e Sardegna sempre con lo zaino col SUP dentro sembravo un matto e pure anche quello è bello.

“Valutare lo sforzo in gara nel miglior modo possibile, questo è il mio segreto. In Australia mi avevano dato il soprannome di “The Machine”

Massimiliano RosolinoTi abbiamo incontrato allo Stadio Olimpico di Roma, durante la giornata dello sport per la scuola primaria, con gli amici della Federazione Italiana Canottaggio e dell’Indoor Rowing Concept2. Trovi che queste discipline possano rappresentare uno sport completo?
Credo proprio di sì, lo sai. Sì, nel senso che il Canottaggio è uno di quegli sport che se non lo pratichi non capisci quanto sia bello.
Perché apparentemente sembra vedere una o più persone che prendono solo freddo in una posizione che sembra quasi anticonvenzionale, e invece no, è uno sport di questi di tradizione, uno sport tosto ma che ti dà serenità.
E’ uno sport individuale e di squadra, c’è il rispetto del mezzo che permette un’attività aerobica e anaerobica, di grande potenza e dai tutto, esci stremato.
Vado a remare ormai tutti i giorni, e spesso, la mattina, prima di salire in barca, vado a correre 40 minuti prima perché quando finisci di fare canottaggio, e vai avanti e indietro sul carrello, in particolar modo se si fa l’otto, diventa tanto tosto da non riuscire ad avere la forza di fare altro.
Per fortuna, considerando che sono stato un atleta, sono abbastanza bravo nel capire quali sono le cose giuste da fare anche tra una cosa e l’altra, è il recupero delle energie che fa la differenza.
Se ci pensi uno vince perché, non solo spinge di più, ma sa andare alla stessa velocità dell’avversario, risparmiando quel mezzo per cento di energia, per permetterti di dare negli ultimi metri il massimo ed arrivare a podio.
Valutare lo sforzo in gara nel miglior modo possibile, questo è il segreto.
E per questa mia caratteristica, durante le competizioni di nuoto, in Australia mi avevano dato il soprannome di “The Machine”.

Massimiliano Rosolino

Allo Stadio Olimpico di Roma, durante la giornata dello sport per la scuola primaria della Federazione Italiana Canottaggio e del Indoor Rowing Concept 2

Hai partecipato ai World Rowing Indoor Championships Concept2?
No, purtroppo, ma sicuramente voglio farlo. A maggio scorso c’era questo bell’evento allo Stadio dei Marmi, sono stato invitato per fare un 500m piuttosto che un 1000m, mi sarebbe piaciuto mettermi in gioco, ma io ho iniziato a remare da poco.
Il mio amico Lorenzo Porzio mi ha portato a fare le prime vogate e per fortuna mi ha fatto capire tante cose, l’importanza delle ripetute, del riscaldamento, del numero di colpi, come gestire un 500m forte, piuttosto che un 1000m a tutta o addirittura un 2000m.
Quello che ho notato è che quando spingi a tutta è molto simile al nuoto, il gesto come sforzo, perché devi spostarti continuamente, anche se sembra che ci sia una leva quasi vantaggiosa, devi usare tutto il corpo, c’è il dominio delle gambe, ma c’è un certo punto in cui traspare fatica, e come mi dice Lorenzo Porzio, devi “sputare sangue”.
La sensazione è quella, perché dopo un 1000m arrivi distrutto, ed è quello che provi nell’acqua, nel nuoto, si fermano le braccia a volte, anche su un 100m vedi che non è possibile che non ce la fai più in meno di 50 secondi, perché dai tutto. Ad esempio io faccio i 1000 metri e faccio 3’14 -3’15, che rappresenta un po’ il 400 nel nuoto, il 500 rappresenta un po’ i 200, siamo sugli stessi tempi.
Poi la difficoltà è limare qualche centesimo di secondo perché, come dice sempre Lorenzo Porzio, tutto quello che viene fatto sopra due minuti non vale.
Bisogna fare tanto allenamento ed ho trovato molto valido il Remoergometro della Concept2, lo uso quando vado ad allenarmi nei vari Circoli: Canottieri Roma, Aniene, Canottieri Napoli, rispetto ad altri preferisco lo schermo e il software della Concept2 perché insomma è più d’atleta, ha vari programmi e puoi fare le giuste pause in “santa pace” durante le sessioni d’allenamento.
Tutti i miei record personali li ho fatti con il Remoergometro della Concept2 simula meglio la barca perché ti porta ad avere le braccia più vicine al corpo con una migliore posizione, e questo è fondamentale.

Massimiliano Rosolino

Natalia Titova e Massimiliano Rosolino sono una delle coppie più amate dello showbiz. La ballerina e il nuotatore si sono incontrati nel 2006 al varietà tv Ballando con le stelle. Da allora non si sono più lasciati e hanno anche messo su famiglia con la nascita delle loro due figlie.

Nel tuo stile di vita quanto è importante la sana alimentazione.
L’alimentazione per me è essenziale, siamo quello che mangiamo.
Ma ci vuole organizzazione anche in questo, fare la spesa, cucinare, dedicare tempo, e invece c’è gente che mangia male e in orari sballati, perché dice di avere poco tempo a disposizione, ma se si vuole il tempo si trova… è come il tempo dedicato allo sport… attività fisica, sport e alimentazione vanno di pari passo, sono molto importanti per la salute.
Ad esempio da piccolo mangiavo montagne d’insalata e ancora adesso i miei pasti iniziano sempre con una verdura cruda o cotta.
Sono stato sempre seguito da una nutrizionista, e anche adesso che ho smesso la vita agonistica ho la dottoressa Sara Farnetti che mi segue, per almeno tre mesi l’anno, e facciamo una full immersion.
Poi dipende dalle gare ma mi confronto sempre con lei. Però a differenza di quello che si fa per uno sportivo, è importante mantenere una dieta personalizzata che aiuti il fegato e tutti gli organi a stare bene.
Quindi piuttosto che mangiare una pizzetta o un tramezzino al volo durante la giornata di lavoro o di sport, è meglio portarsi da casa due finocchi, una frutta, o un buon pane con un po’ d’affettato, e la mattina in 5 minuti preparo un petto di pollo o di tacchino un po’ di olio a crudo.
C’è gente che passa del tempo al bar per la colazione, a chiacchierare e a fumarsi una sigaretta, e chi sceglie di stare un’ora a pranzo, quindi alla fine ognuno sceglie il proprio stile di vita e di alimentazione.

Massimiliano Rosolino

Sofia Nicole, nata il 16 luglio 2011, e Victoria Sidney, arrivata il 10 gennaio 2013. Sono persone molto riservate e nel loro nido a Roma non manca una sala da ballo e vari attrezzi sportivi per tenersi in forma.

Prossimi impegni lavorativi?
Ho vari progetti ma li dividerei in tre tipologie: quello che da dell’occhio, quello che guadagni di più, o quello che ti gratifica tantissimo.
Ma credo che quello che mi si addice di più, e che vorrei continuare a svolgere, è fare l’inviato televisivo in occasione di eventi legati allo sport.
Poter commentare e condividere le emozioni che ti danno le competizioni sportive non ha pari.
Spesso mi hanno chiesto cosa vuoi fare da grande… ma io sono già grande, ho superato l’età della crescita, mi sento già realizzato, ma è anche vero che non posso permettermi di vivere di rendita.
Diciamo che metto sempre tanto entusiasmo in quello che faccio e mi piace tanto poter trasferire ai giovani la stessa filosofia di vita che mi ha portato ad aver e tanti successi e a superare tanti traguardi.
Se ti dovessi dire che vorrei presentare il Festival di Sanremo sarebbe un controsenso.

Massimiliano_Rosolino

La sua carriera inizia nel 2007 con la partecipazione al programma “Ballando con le stelle”. Nel 2013 vince il reality “Pechino Express – Obiettivo Bangkok”. Mentre Nel 2021 lo riscopriamo con inviato per il reality “L’isola dei Famosi” e come concorrente per “I soliti ignoti”.

Non amo essere legato, chiuso in un solo contesto.
Mi piace esplorare e mettermi in gioco con le tante opportunità che si presentano.
Ho scelto di insegnare nuoto ai bambini di 8-9 anni, che fa parte di una delle cose che mi piace fare, ma se dovessero offrirmi di diventare Commissario Tecnico della Nazionale credo che mi divertirei meno.
L’unica routine che riesco ancora a fare è legata ai momenti di attività sportiva personale che mi riservo di fare durante qualsiasi incarico.

 

Allenamenti, alimentazione, famiglia. L’imprinting sportivo resta per sempre

 

 

 

Intervista tratta dalla rivista Destinazione Benessere n°25 di Novembre 2022

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