Alla scoperta dei piatti tipici del nord Italia. Dalla fonduta valdostana alle lasagne emiliane, un viaggio nel gusto!

Perché l’Italia è una delle destinazioni più visitate al mondo?

La prima cosa è perché è l’unica nazione ad avere più siti UNESCO nel suo territorio.
La seconda cosa è sicuramente l’eccellente gastronomia!

Pizzoccheri valtellina - foto Elisa Gonfiantini

Pizzoccheri valtellina

Possiamo dirlo senza tema di smentita, come si mangia in Italia non si mangia da nessuna parte!

I piatti italiani hanno un che di magico, oltre che di buono, e portano sempre con sé ricordi delle nostre nonne, mamme, zie che hanno sempre cucinato per le loro famiglie.
La nostra cucina trae radici dalle tradizioni e dalla storia di ogni singola città, ogni singola regione, che si differenziano le une dalle altre grazie alle tante vicende storiche e politiche del loro passato.

Inoltre, grazie alle peculiarità del territorio, del clima, dei prodotti autoctoni, ecco che si può tranquillamente dire che ogni regione ha un suo piatto simbolo!

Vi proponiamo un viaggio culinario attraverso le 20 regioni italiane, con un piatto tipico che rappresenta ciascuna,  partendo dalle regioni del Nord Italia.

La gastronomia del Nord Italia è legata al territorio che la circonda, che ricordiamo essere prevalentemente montuoso nella maggior parte delle regioni (si trova qui la famosa catena delle Alpi, con le vette montuose fra le più alte d’Europa)

Infatti, la Val d’Aosta, ha una cucina che dipende, ancor più di molte altre regioni, da un territorio molto isolato, che, in passato, ha avuto scarsi contatti con l’esterno.
La caratteristica più importante – caso unico in Italia – è l’assenza della pasta a causa della mancanza del frumento, e poi troviamo anche scarso uso di olio, sostituito da burro ed altri grassi di origine vegetale e animale

La cucina piemontese presenta forti radici contadine ma, allo stesso tempo, risente degli influssi della cucina francese; è famosa per il tanto ’impiego di burro, lardo, verdure crude, la gran varietà dei formaggi e l’uso diffuso del tartufo e dell’aglio.
Un altro alimento distintivo è il riso, coltivato nella provincia di Vercelli, detta “la risaia d’Italia”.

Prosciutto di parma - foto Elisa Gonfiantini

Prosciutto di parma

Entriamo in Lombardia, questo vasto territorio mette in comune gastronomie di province molto diverse tra loro che presentano un denominatore comune: il pesce d’acqua dolce, il latte, i formaggi e il burro, la carne bovina e suina, il riso e il mais.

La cucina friulana risente della morfologia della regione che va dal mare ai monti e della diversità delle culture e delle popolazioni che l’hanno abitata, contribuendo, in questo modo ad una vera e propria differenziazione delle varie tradizioni culinarie.

Nel Trentino-Alto Adige, la cucina ha subito una vera influenza della cucina austriaca, influenzandola quasi totalmente.

La carta da visita della cucina veneta è senz’altro il baccalà. Un altro prodotto vessillo è il notissimo Radicchio trevigiano, che si consiglia di mangiare nella frittata o grigliato.

La cucina emiliana è costituita dalle varie cucine che la compongono e sono il risultato di quasi otto secoli di autonomia delle città emiliane esercitata su un vasto territorio e del ruolo di vere e proprie capitali svolto dai centri maggiori.

Ecco a voi presentati quelli che per noi sono i piatti simbolo delle Regioni del Nord Italia

Fonduta - foto Elisa Gonfiantini

Fonduta

Valle d’Aosta: Fonduta – Una delizia cremosa a base di fontina fusa, servita spesso con crostini o polenta.
Si dice che la fondue nacque nel XIII secolo, dal monaco svizzero Vacarinus, che per “evadere” dal divieto di consumo di formaggio durante la Quaresima, decise di fondere la sua forma di formaggio.

Piemonte: Bagna cauda – Salsa calda a base di aglio, acciughe e olio d’oliva, accompagnata da verdure fresche.
Secondo la leggenda, in origine era il piatto forte del banchetto che festeggiava la fine della vendemmia. Ingredienti essenziali, l’olio extravergine d’oliva

Liguria: Trofie al pesto – Pasta fresca condita con pesto alla genovese, preparato con basilico, pinoli e pecorino.
Le trofie è una particolare pasta caratterizzata da una forma allungata, intrecciata e sottile, preparate dalle donne liguri tutti i giorni che le impastavano amorevolmente nelle loro cucine.
Le origini delle trofie liguri sono antichissime, si narra che siano state preparate per la prima volta nella costa levante ai tempi delle crociate.

Risotto alla pilota mantova - foto Elisa Gonfiantini

Risotto alla pilota mantova – foto Elisa Gonfiantini

Lombardia: Risotto alla milanese – Risotto con zafferano, spesso arricchito con ossobuco.
È il piatto più tipico e conosciuto di Milano.
La prima ricetta nota perviene dal 1574, alla tavola del vetratista belga Valerio di Fiandra che lavorava alle vetrate del Duomo di Milano.
Per stupire i suoi colleghi al matrimonio della figlia, fece aggiungere a un semplice riso bianco al burro delle zafferano.
Questo nuovo piatto ebbe subito successo, sia per il suo sapore che per la sua tonalità gialla, che ricordava l’oro, sinonimo di ricchezza!

Trentino-Alto Adige: Canederli – Gnocchi di pane con speck, serviti in brodo o burro fuso.
I canederli, è il piatto che ha salvato la vita a due donne nel Medioevo
Un ‘orda di soldati lanzichenecchi irruppero in un’osteria pretendendo subito cibo, la moglie e la figlia del proprietario per avere salva la vita, inventarono su due piedi un piatto da poter saziare i soldati
Secondo la leggenda i canederli colpiscono a tal punto i barbari che, talmente sazi e appagati, abbiano perfino pagato le due cuoche!

Frico - foto Elisa Gonfiantini

Frico

Veneto: Risi e bisi – Risotto cremoso con piselli e pancetta.
È un piatto che appartiene all’antica tradizione culinaria della Serenissima Repubblica di Venezia Servito in primavera dato che era questa la stagione in cui avvenivano i primi raccolti di piselli, e veniva offerto al Doge in occasione dei festeggiamenti del patrono San Marco il 25 aprile.

Friuli-Venezia Giulia: Frico – Torta di formaggio e patate croccante fuori e morbida dentro.
Questo piatto è stato descritto per la prima volta con il nome di “caso in patellecte” dal cuoco Martino da Como, verso la metà del XV secolo

Piatto veneto - foto Elisa Gonfiantini

Piatto veneto

Emilia-Romagna: Lasagne alla bolognese – Strati di pasta, ragù, besciamella e parmigiano.
Di lasagne si parlava già ai tempi dei romani. indicando delle sfoglie quadrate o rettangolari, Con il passare dei secoli si sono poi aggiunti gli ingredienti fino a arrivare nel 1863 con Il libro della cucina d pubblicato a Bologna che lanciò l’uso delle lasagne a strati, secondo la versione che si è poi diffusa in seguito.

Pronti a continuare nel nostro viaggio culinario nelle regioni Italiane?

Restate connessi…


Foto Elisa Gonfianini

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