Gastronomia del Centro Italia: Piatti Tipici e Tradizioni Regionali

Scopri la gastronomia del Centro Italia: dai sapori autentici della Toscana, Umbria, Marche e Lazio ai piatti tradizionali come la bistecca alla fiorentina, la carbonara e le olive all’ascolana.

L’Italia è famosa per la sua architettura, per i suoi abitanti affabili ma, prima di tutto, per il cibo.
Le tante pietanze tramandate di generazione in generazione e rivisitate per esaltare i sapori nostrani, sono solo un piccolo assaggio del Centro Italia.
Quando si parla di piatti tipici del Centro Italia non si fa riferimento genericamente a pizza e pasta come si potrebbe erroneamente pensare, ma a prodotti unici, che vengono ricavati dalle risorse faunistiche della zona.

La cucina della parte centrale della nostra penisola deriva dai popoli che, in passato, abitarono quelle zone, ovvero: gli Umbri, gli Etruschi, i Romani e, ovviamente, gli Ebrei.
Si tratta di una cucina di tipo popolare, in grado di esaltare in maniera forte il sapore di tutti i singoli ingredienti che compongono una pietanza. Un tipo di cucina che, con pochi ingredienti, è in grado di preparare dei piatti veramente sublimi.

La cucina toscana è costituita, principalmente, di piatti e dolci tradizionali che mantengono inalterata la loro preparazione da molti anni.

Il pane senza sale è un’usanza che poche altre regioni hanno adottato (come l’Umbria).
Questa tradizione risale al XII secolo quando, al culmine della rivalità fra Pisa e Firenze, i pisani misero in pratica prezzi elevatissimi al prezioso cloruro di sodio.
Da allora si mangia il pane senza sale (o come si dice in dialetto sciocco) perfetto per accompagnarlo con i salumi toscani che sono invece molto salati come il salame toscano.
In Toscana la necessità di utilizzare il pane anche quando è raffermo ha prodotto una lunga serie di antiche ricette ancora molto diffuse e diventate famose in tutta Italia : come la panzanella, la ribollita o zuppa di pane, la pappa al pomodoro, la fettunta, la zuppa di verdura, la farinata, la minestra di cavolo nero o il Pan co’ santi.
Altra caratteristica della cucina toscana per eccellenza è l’uso di carni bianche e di selvaggina e è molto usato anche il maiale, soprattutto per i salumi.

Risotto - foto Elisa Gonfiantini

Risotto

La cucina umbra è fondata su lunga tradizione, con piatti non sempre poveri o popolari, ma con frequente uso di legumi e cereali.
Influenzata dalle regioni vicine, si basa essenzialmente sulla carne e su prodotti della terra, che vengono usati sia nelle grandi occasioni sia nei pasti quotidiani.

Tipica di tutto il territorio è la lavorazione di carni suine e la produzione di salumi: particolarmente rinomati sono quelli della zona di Norcia, da cui il Norcino e sapori umbri come il tartufo, autentico emblema di questa gastronomia

Le Marche, in particolare, rappresentano una sorta di punto di incontro delle cucine meridionali e settentrionali, in virtù della loro posizione geografica.
L’arte culinaria marchigiana, infatti, è estremamente elaborata e raffinata e, a seconda delle zone, predilige ingredienti diversi: sulle coste predominano le pietanze a base di pesce, cotto alla griglia o in brodetto; nell’entroterra, invece, predominano i piatti a base di carne, in particolare quella selvatica (come il cinghiale).

Tagliatelle sul sugo di maiale - foto Elisa Gonfiantini

Tagliatelle sul sugo di maiale

La Cucina tradizionale del Lazio, e quella romana in particolare, è ricca di tradizioni popolari e i suoi piatti sono realizzati per lo più con ingredienti semplici, di origini rurali e facili da reperire.
Il “quinto quarto”, ossia quel che rimane dopo l’utilizzo delle parti pregiate, ossia i due quarti anteriori e posteriori, è rappresentato da molti piatti tipici della cucina del Lazio, come per esempio la trippa, i rognoni, il cuore, il fegato, le animelle (pancreas, timo e ghiandole salivari) il cervello e la lingua.
Nella vera cucina romana il burro è praticamente sconosciuto, al suo posto si usava casomai lo strutto di maiale, mentre oggi si impiega soprattutto l’olio extravergine d’oliva.
Nella cucina laziale e romana in particolare, si fa anche largo uso di spezie, condimenti e salse.

Ma ecco i piatti simbolo della Gastronomia del Centro Italia

Marche: Olive all’ascolana – Olive farcite con carne, impanate e fritte.
Si pensa che la ricetta nacque nel 1800, al tempo in cui i cuochi delle famiglie della locale nobiltà, accordandosi tra loro, inventarono il ripieno delle olive per consumare le notevoli quantità e varietà di carni che avevano a disposizione!

Bistecca alla fiorentina - foto Elisa Gonfiantini

Bistecca alla fiorentina

Toscana: Bistecca alla fiorentina – Una succulenta bistecca di carne chianina, cotta al sangue.
La storia della bistecca alla fiorentina si fa risalire alla celebrazione della festa di san Lorenzo all’epoca della famiglia dei Medici.
Il 10 agosto venivano organizzati grandi falò in città dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello che venivano poi distribuite alla popolazione.
Alcuni cavalieri inglesi presenti a cui venne offerta la carne arrostita sui fuochi, la chiamarono nella loro lingua beef steak . Da allora si chiama bistecca!

Umbria: Tartufo nero su strangozzi – Pasta lunga condita con tartufo nero di Norcia.
Si narra che Federico Barbarossa nella sua discesa in Italia si fermò al castello di Pissignano. La cuoca del castello preparò all’imperatore degli strangozzi talmente buoni da convincerlo a cambiare idea sul saccheggiare quelle terre.

Lazio: Carbonara – Pasta con guanciale, pecorino, uova e pepe.
È uno dei simboli culinari della città di Roma. Nonostante ci siano diverse ipotesi sull’origine di questo piatto, si pensa risalga al periodo immediatamente successivo alla fine dell’occupazione nazista a Roma, grazie alla combinazione delle razioni militari portate dagli eserciti alleati, che comprendevano uova e bacon, con la pasta nostrana.

Siete pronti a continuare il nostro viaggio nella Gastronomia Italiana?

Restate connessi…


Foto Elisa Gonfianini

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