SEBASTIANO SOMMA “L’arte può contagiare, ma solo con le emozioni“

 

Come stai vivendo questo particolare periodo?
La situazione è complicata e complessa. Fino a qualche giorno fa ero più ottimista ora stiamo vivendo tutto con una grande ansia. Il nostro settore è stato duramente colpito, ma in generale tutto il paese, così come l’Europa e il Mondo intero, siamo tutti in grave sofferenza.
Sto cercando di portare avanti alcuni progetti, tra cui una lettura scenica tratta da “il Vecchio e il Mare” di Hemingway e il mio amato spettacolo “Lucio incontra Lucio”, scritto da Liberato Santarpino, in cui racconto musicalmente i due grandi cantautori Dalla e Battisti. Ovviamente questi spettacoli sono accantonati, sperando di poterli riprendere quando ne avremo la possibilità, al momento lo spettacolo dei “due Lucio” è previsto grazie a ERT a partire dal 5 febbraio in varie località del Friuli Venezia Giulia. Quest’estate, quando è stato possibile ripartire, ho girato il film “Una sconosciuta” per la regia di Fabrizio Guarducci, tratto dall’omonimo romanzo dello stesso regista.
Racconta la storia di una donna che riporterà vita, vivacità, e confronto in questo paese, e nel suo borgo.
Il Film è ambientato a Chianciano Terme, e tra le protagoniste ci sono Sandra Ceccarelli, Desiree Noferini, Morgana Forcella, Andrea Muzzi, e diversi altri attori. È una storia intima, molto intensa, che fotografa la rinascita di una città grazie all’arrivo di una “sconosciuta”, che riporterà confronto e speranza.
Abbiamo girato questo film con molte difficoltà, ma l’abbiamo concluso, e speriamo di poter regalare al pubblico un’ora e mezza di emozioni, è questa la cosa che in assoluto mi manca di più, poter trasmettere questo sentimento al mio pubblico. Noi artisti abbiamo bisogno di loro come loro hanno bisogno di noi.

Cosa fai per tenerti in forma?
Nella complessità della situazione, è facile cadere nel tranello di soddisfare solo il corpo “come forma di rivalsa, di sfogo”, anch’io ho vissuto e continuo a vivere una conflittualità tra il tenere con molta fermezza una forchetta tra le mani che si aggira in un piatto di spaghetti, e darsi da fare con una sana corsetta. Per fortuna sono sempre stato uno sportivo e anche un discreto lettore, per cui pur continuando la mia ginnastica “manuale”, compenso nutrendo anche la mente con la lettura, e il fisico con lo sport “Mens sana in corpore sano” si dice così, no?
Ho anche un cagnolino che si chiama Tio che porto spesso fuori, e che mi aiuta a fare lunghe passeggiate.
Purtroppo il problema di noi attori, quando lavoriamo soprattutto in teatro, è quello di avere orari assurdi, e si va a cena tardi dopo lo spettacolo, c’è il momento di convivialità e di rilassamento che porta inevitabilmente a prendere peso.

Il tuo ultimo lavoro e i tuoi prossimi progetti?
Ho terminato la lunga tournée teatrale con “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, un grande successo a livello nazionale, l’ultimo impegno televisivo è stato “Come una Madre” con Vanessa Incontrada per la regia di Andrea Porporati, ora aspetto l’uscita di questo film “Una Sconosciuta” di Fabrizio Guarducci, sto lavorando ad un altro progetto teatrale che si chiamerà “Ti presento Matilde Neruda”, scritto da Liberato Santarpino, che condividerò con mia moglie Morgana Forcella, e con un gruppo di eccelsi musicisti, e che racconta la lunga storia d’amore tra Pablo Neruda e Matilde Urrutia, con questo spettacolo, grazie al circuito Arteven, a febbraio sarò a Cittadella in Veneto. In questi giorni sto realizzando, con la regia di Maria Pia Cerulo, un docufilm prodotto da Ipnotica Produzioni, sulla vita di un famoso pianista compositore Italiano, conosciuto prevalentemente in America e soprattutto in Argentina, nato alla fine dell’800 a Crotone, che si chiama Vincenzo Scaramuzza, e in anteprima assoluta per il vostro giornale vi anticipo una “chicca”, mi appresto ad incidere una canzone, cosa che non ho mai fatto nella vita.
È un inno all’amore ed è anche un messaggio poetico contro l’amore violento, il testo è di Bruno Lanza, gli arrangiamenti di Antonello Cascone e la melodia, il cuore pulsante di tutto, è stata ideata e scritta da un mio carissimo amico Sally Monetti, legato alla mia adolescenza napoletana, grande musicista per passione, ma anche titolare di una sartoria storica napoletana famosa nel mondo, che è Eddy Monetti. È stato lui a coinvolgermi in questo progetto musicale, e da alcuni anni cura il look artistico con i sui meravigliosi abiti. Mi piace sottolineare che mi sto dedicando molto alla regia e sia “Lucio incontra Lucio”, sia “Vi presento Matilde Neruda”, sia “Il Vecchio e il Mare”, portano la mia firma come regista.

Le tue amicizie?
Per me sono sempre state importanti le amicizie vere, e sono ancorato a quelle legate alle mie origini, nonostante in quasi quarant’anni di carriera abbia conosciuto persone meravigliose del mio ambiente, come Amadeus ad esempio, una persona speciale, molto legata alla solidarietà, mi ha tanto colpito una volta ha portato suo figlio a vedere uno spettacolo che stavo facendo con ragazzi disabili, perché desiderava fargli conoscere e relazionarsi con questi miei amici speciali. Come dicevo sono molto legato alle mie origini e alle mie amicizie d’infanzia come quelle di Castellammare di Stabia, o come quelle dell’adolescenza napoletana. Ho un gruppo di amici a cui rimango legato tra cui chi mi sta intervistando…(sorride)

Le tue tante attività di solidarietà?
Collaboro con il Teatro patologico di Roma, un luogo dove si fa teatroterapia e dove il suo fondatore Dario D’Ambrosi, è riuscito a fare un lavoro straordinario di teatro integrato delle emozioni, sostenendo così la crescita e la formazione di ragazzi portatori di diversi tipi di disabilità. Con questi ragazzi ho avuto la fortuna di andare in scena con uno spettacolo importante come “La Medea” in diverse città del Mondo. Stare con loro e le loro famiglie è stato veramente emozionante ed è, per fortuna, un viaggio che continua. Ognuno di noi cerca di fare qualcosa, mi emoziona sempre vedere le centinaia di volontari che dedicano il loro tempo alle tante associazioni che cercano di compensare, di sostenere, e di dare amore a una categoria di persone che nella vita convivono con fragilità e sofferenze.

Il tuo sogno nel cassetto, un progetto che ti piacerebbe fare?
C’è sicuramente la voglia di fare cinema, perché per me è una zona ancora poco esplorata. I sogni possono essere diversi, ma il cinema è ancora la zona che mi piacerebbe approfondire. Ho due miti e un sogno, lavorare con Almodovar e con Matteo Garrone, ma al momento mi tengo stretto il mio super regista Fabrizio Guarducci, persona di grandissima sensibilità e cultura, con cui ho già realizzato un film molto poetico come “Mare di Grano”, e che mi ha regalato questo personaggio straordinario nel film in prossima uscita “Una Sconosciuta”.
Mi ritengo molto fortunato, perché posso scegliere le cose che mi piace fare. Qualche anno fa, quando mi fecero la stessa domanda sui sogni, risposi: “vorrei avere la fortuna di poter scegliere”, questo ad oggi è già un sogno realizzato, speriamo di poterne realizzare altri in futuro, tra cui quello di svegliarmi la mattina e sapere che tutti quanti eravamo su “Scherzi a Parte” e di non dover vedere più le bruttissime cose che stiamo vivendo in questi giorni, e non dover più ascoltare i milioni di esperti tuttologi che siamo costretti a “subire” in questo periodo.

Consigli di benessere?
Ci sono tre luoghi a cui sono molto legato per il mio benessere, sono tre località in cui mi rifugio ogni volta che ho bisogno di una ristrutturazione psico-fisica, e ognuno di loro si differenzia per aspetti e contenuti. Quando devo rimettermi in forma in tempi rapidi, vado al centro Tao dell’hotel Park Hotel Imperial di Limone sul Garda, dalla signora Risatti, dove non solo riesco a perdere peso in pochissimo tempo, ma sento subito, grazie alla filosofia Tao, un benessere che parte da un’energia ritrovata, su un restyling finalizzato a disintossicare gli organi, il fisico e la mente, il tutto in un luogo straordinariamente bello per organizzazione e per il paesaggio in cui è contestualizzato. Quando ho voglia di un benessere e di un rilassamento meno estremo, che coniuga l’ottima cucina della Romagna, tanto per toccare temi a me molto cari, con le proprietà delle acque termali, con le lunghe passeggiate nei boschi limitrofi, vado a Bagno di Romagna, dal mio amico Gianmarco Rossi titolare del Grand Hotel Roseo.
Ho conosciuto ultimamente le Terme di Chianciano girando il film “Una Sconosciuta” perché all’interno del film io sono il proprietario del bar del Parco AcquaSanta, dove c’è il fantastico percorso del Salone Sensoriale, e sempre a Chianciano, nei brevi momenti di pausa a disposizione durante le riprese del film, ho goduto anche delle Terme di Theia, che sono distribuite, così come quelle sensoriali, in un parco meraviglioso. Questi sono i mie tre luoghi dove trovo benessere fisico e psichico.

L’importanza della famiglia?
Mia moglie Morgana è una donna che ha cuore il mio benessere e ci prova in tutti modi a tenermi a stecchetto, cerca di farmi seguire una dieta. Trovo invece un’alleata in mia figlia, negli “sgarri”, perché e un po’ discontinua come me. Per quanto riguarda la sfera affettiva, con mia moglie stiamo insieme da 25 anni, abbiamo fatto un bel percorso insieme da cui è nata una bellissima figlia che ha appena compiuto 15 anni. Nel mio piccolo sono fiero di riuscire a portare avanti questo nucleo familiare di cui sono molto felice. Il benessere passa anche attraverso questo.
Mia figlia Cartisia, è in qualche modo attirata dal lavoro che faccio. Per anni mia moglie ed io abbiamo condiviso una lunga tournè teatrale con “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia e nostra figlia è sempre stata con noi, è cresciuta e sta crescendo in questo ambiente.
Ora addirittura ha provato l’esperienza di essere diretta da me ne “Il Vecchio e il Mare” di Hemingway, spero, per una sua crescita professionale, che possa attingere sempre dalla grande letteratura che abbiamo, italiana e internazionale.
Faccio un lavoro che reputo di grande ricchezza e che può sicuramente creare “contagio” ma è un contagio sano e ricco di emozioni.

 

Intervista tratta dalla rivista Destinazione Benessere n°19 di Novembre 2020

Condividi