La gastronomia del Sud Italia: i piatti tipici da provare assolutamente
Scopri i piatti tipici della gastronomia del Sud Italia, tra tradizioni culinarie e ricette iconiche. Dalla pizza napoletana alla pasta alla norma, un viaggio nel gusto!
Esiste un detto che dice che l’Italia si attraversa con i cinque sensi!
La vista, l’udito, l’olfatto, il tatto ci accompagnano alla scoperta di sensazioni impareggiabili. Ma nel nostro paese è il gusto, il senso che regala esperienze di pura gioia ai palati di tutto il mondo.
Non a caso in ogni statistica, indagine, ricerca anche a livello mondiale, la cucina italiana è sempre al primo posto!
Soprattutto se ispirati dalle tradizioni culinarie che provengono dal Sud e dalla sua variegata mescolanza di tradizioni, culture e ricette.
La gastronomia del Sud Italia subisce ovviamente le influenze del territorio che la caratterizza, soprattutto su quelle regioni bagnate dal mare.
In questa particolare classifica, la fa da padrone la pizza, l’alimento italiano forse più famoso al mondo (insieme alla pasta) , e per questo il più idolatrato, copiato, mitizzato ecc, senza però mai arrivare alla perfezione che solo la vera pizza napoletana è!
Ma ecco i piatti simbolo della Gastronoma del Sud Italia
Abruzzo: Arrosticini – Spiedini di carne ovina cotti alla brace.
Si narra che gli arrosticini furono inventati nel 1930 da due pastori del Voltigno, che tagliarono la carne di pecora vecchia in piccoli pezzi per non sprecare cibo, prendendone anche dalle zone vicine alle ossa dell’animale.
I piccoli pezzettini di carne furono poi inseriti su bastoncini di legno di “vingh”, una pianta che cresce spontanea lungo le rive del fiume Pescara, per poi essere cucinati alla brace all’aperto.
Da qui gli arrosticini
Molise: Cavatelli con sugo di maiale – Pasta fresca condita con un ricco sugo di carne.
L’origine di questa pasta fresca è molto antica e spesso quasi sempre sconosciuta, ma la loro prima apparizione avvenne all’epoca di Federico II, un Imperatore buongustaio che introdusse per la prima volta il concetto di primo a base di pasta.
Campania: Pizza napoletana – La regina delle pizze, con pomodoro, mozzarella di bufala e basilico.
La pizza napoletana nasce intorno al 1600 dall’esigenza di rendere più gustosa e saporita la tradizionale schiacciata di pane.
Bisognerà aspettare però al 1889 per trovare la prima classica pizza “pomodoro e mozzarella” come la conosciamo noi, anno in cui ci fu a Napoli una visita degli allora sovrani d’Italia Re Umberto I e Regina Margherita.
In quell’ occasione Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo dell’epoca, presentò ai sovrani una pizza con pomodoro e mozzarella i cui colori richiamavano volutamente il tricolore italiano.
Essa piacque così tanto alla sovrana che volle ringraziare ed elogiare il pizzaiolo per iscritto, che per ricambiare le dedicò il suo capolavoro culinario, che da allora si è diffuso ed è espatriato in tutto il mondo proprio con il nome di “Pizza Margherita”.
Puglia: Orecchiette alle cime di rapa – Pasta condita con cime di rapa, aglio e acciughe.
Fanno la loro prima apparizione nel 1596 nell’ eredità di un maestro pastaio nei confronti della figlia: l’atto notarile è tutt’oggi conservato nella chiesa di San Nicola di Bari.
La ricetta come la conosciamo oggi è giunta a noi grazie alla tradizione che si tramanda di madre in figlia da generazioni.
Basilicata: Pasta con peperoni cruschi – Pasta condita con peperoni secchi croccanti e mollica di pane
Da tradizione, è considerato un piatto di recupero, soprattutto per evitare lo spreco del pane vecchio, è il piatto simbolo della cucina contadina lucana, preparato con ingredienti “poveri”.
Calabria: ‘Nduja e pane – Salume spalmabile piccante servito con pane casereccio.
Si pensa che l’Nduja sia stata introdotta dagli Spagnoli alla fine del 1500.
Altre storie invece la collocano agli inizi del 1800 per volere del Vicerè di Napoli Gioacchino Murat che, al castello di Pizzo Calabro, si faceva preparare questo insaccato per ringraziarsi i potenti del tempo, attribuendogli la denominazione di Nduja!
Isole
Sicilia: Pasta alla norma – Pasta con melanzane, pomodoro, ricotta salata e basilico.
Secondo alcuni a dare il nome alla ricetta sarebbe stato il commediografo siciliano Nino Martoglio che davanti ad un piatto di pasta così condito avrebbe esclamato “È una Norma!”, per indicarne la bontà e paragonandola alla celebre opera di Vincenzo Bellini!
Sardegna: Porceddu – Maialino da latte cotto allo spiedo, profumato con erbe aromatiche.
La tradizione del porceddu da latte sardo ha origini antiche.
Pensate che in Sardegna, l’allevamento del maiale risale all’epoca preistorica!
Questa succulenta pietanza veniva solitamente preparata dai pastori sardi solo in occasioni speciali, come il periodo pasquale, perché era considerato un alimento pregiato che non si poteva di certo consumare tutti i giorni!
Ovviamente poi del maiale non si butta via niente, e da questo alimento così prezioso, le famiglie potevano ottenere dalle sue carni anche molti altri prodotti e insaccati tradizionali, tra cui il sanguinaccio, lo strutto, il prosciutto e le salsicce che venivano conservate e utilizzate nei mesi successivi!
E con questo abbiamo terminato il nostro viaggio nell’Italia del gusto! Quale piatto volete provare per primo?
Foto Elisa Gonfianini

















