ANDREA LO CICERO “Il Barone” si racconta

ANDREA LO CICEROIl rugby è stato la tua vita. Con gli Azzurri hai disputato tutti i Tornei 6 Nazioni e quattro Coppe del Mondo. Cosa ti ha dato lo sport e perché è importante come percorso di vita?
Prima di tutto mi ha dato la possibilità di fare qualcosa che amo. E’ bellissimo quando ti piace fare sport e poi scopri casualmente che può diventare anche una professione. Possiamo definire lo sport un nuovo lavoro, che però parte sempre da una forte passione. Quando si riesce a ottenere questo, è molto soddisfacente. Per quanto mi riguarda l’unica problematica sono stati gli infortuni.

Cinquantacinque punti in testa, di cui ventuno solo a un orecchio. Sei dita rotte. Quattro costole. Un gomito. Spalle lussate a volontà e una clavicola fratturata. Distorsioni varie alle gambe. Un collaterale rotto e una sublussazione del ginocchio. Uscite dal campo per infortunio: nessuna. Questi numeri sono il segno di una grande determinazione e forza di volontà che hai nel superare gli ostacoli…
Conosco una sola vita, quella dove poggio i piedi giornalmente, dove faccio cadere il mio sguardo. Questo secondo me è qualcosa di impagabile. Avere quest’attitudine ti da la possibilità di apprezzare tutto quello che fai ogni giorno. Ho avuto così tanti infortuni perché ho fatto uno sport di contatto e non mi sono fatto fermare, ma non ho fatto l’eroe, ho giocato in maniera responsabile senza ledere la squadra. Ritengo che questo sia un aspetto importante perché, trasferito al mondo del lavoro tradizionale, questo tipo di attitudine sicuramente aiuta a creare individui e gruppi di lavoro migliori, sia nel contesto lavorativo che nel contesto sociale.

Quanto è importante lo sport per il benessere?
Lo sport è vita. Purtroppo in un Paese come l’Italia è visto in maniera marginale, qualunque esso sia lo sport, tranne il calcio perché crea etichette, salotti, nient’altro. Mentre lo sport è tutto, anche una passeggiata, andare al mare, praticare sci, alpinismo… tutto quello che ti fa star bene. E’ veramente sport quello che ti riconnette con la società, che ti da un obiettivo e mostra i propri limiti stimolandoti nel superarli in maniera naturale. L’importanza dell’attenzione allo sport in Italia è dimostrato dal fatto che abbiamo un Ministro senza portafoglio.
E’ soltanto un’etichetta.
Nella condizione attuale, dobbiamo obbligare i nostri figli a fare sport, a stare all’aria aperta, a muoversi senza queste mascherine, perché l’ossigenazione è fondamentale, te lo insegnano ovunque.
La respirazione è importantissima e, se non c’è, non ossigeni i muscoli, la testa, nulla, e rischi di morire. Lo vediamo con il covid, ti devono intubare per respirare. Quindi automaticamente se una persona sta bene, viene distrutta dalla mascherina, e non è un discorso di vax o no-vax, ma una condizione naturale, semplice, basica, elementare, che anche un bambino di un anno sa fare come ragionamento.

Hai un fisico molto prestante, dato ovviamente dagli anni di duro allenamento. In questo periodo come ti tieni in forma?
Ho cambiato regime alimentare e mentale. All’inizio del covid mi sono detto “dobbiamo approfittare per ritrovare la forma. Non puoi stare dentro casa e mangiare dalla mattina alla sera soltanto perché non sai cosa fare e l’unica opzione è cucinare”. Ho trovato assurdo che in tutti i supermercati avessero finito farina e lievito, neanche fossimo in guerra. Quindi riflettendo insieme a mia moglie, che aveva appena partorito (nel 2019 doveva levare quei pochi chili che si era portata in gravidanza), abbiamo deciso di fare la dieta. Così io ho perso 27 kg e mia moglie 15. Missione compiuta!
Adesso ci sentiamo bene, affrontiamo la vita in maniera diversa, con più entusiasmo. Siamo ancora limitati in questo particolare periodo di pandemia e restrizioni ma una sera a settimana ci vestiamo bene e ceniamo a casa come se fossimo al ristorante.
Adesso pratico kite surf e alpinismo, due sport che mi permettono di stare in mezzo alla natura e godermi quello che ci offre. Mentre a casa utilizzo lo SkiErg di Concept2, che mi dà la possibilità di fare un lavoro ottimo in poco tempo, senza andare alla ricerca di pesi o spazi molto grandi (Anche se non ho nessun problema perché vivendo in campagna di spazio ce n’è). SkiErg è un macchinario che utilizzavamo già con la squadra di rugby per la preparazione atletica professionale e anche oggi trovo sia uno strumento eccezionale per poter stare bene e in forma.

Come funziona questo tipo di allenamento?
Tutti i giorni mi alleno la mattina solo 25 minuti e faccio tutti i gruppi muscolari Interval Training con gli esercizi SkiErg: un minuto di lavoro, 20 secondi di pausa. Questo è il modo migliore per iniziare la giornata! Lo stesso macchinario lo usa mia moglie e mio figlio che quando mi guarda allenarmi con entusiasmo, desidera imitarmi, e questo è un insegnamento molto importante.

A 37 anni, comincia la tua nuova carriera da conduttore televisivo, di esperto di erbe aromatiche e personaggio tv dietro i fornelli: Giardini da incubo su Sky Uno dal 2014 al 2017 e poi L’erba del Barone su Gambero rosso, dove parli di come impiegare al meglio le erbe aromatiche e suggerisci due ricette in ogni puntata.. Ami la cucina e ovviamente il buon cibo. Ti abbiamo visto anche in Celebrity Masterchef e nel 2018 a La Prova del Cuoco su Rai Uno dove hai condotto una stagione al fianco di Elisa Isoardi.
E’ stato difficile trasformare le tue passioni in lavoro?
No, perché anche lo sport è nato come passione e poi è diventato un lavoro, quindi mi sono detto: perchè non posso fare lo stesso con le altre passioni? è chiaro che ci vuole sempre un po’ di fortuna e attenzione dalle persone che ti stanno vicino. In questo caso Sky ha avuto la lungimiranza di dire “se lui è bravo a fare i programmi di giardinaggio, portiamolo a bordo!” e abbiamo continuato. Ho dovuto studiare e approfondire gli argomenti, sono un grande appassionato, non sono un agronomo. I miei nonni avevano un aranceto e quindi sono cresciuto in quei contesti (ritornando a quel gesto quotidiano che fai davanti a tuo figlio..) ho vissuto la cucina come passaggio dei nonni che mi hanno tramandato diverse ricette. Così, oggi trasformo i piatti della tradizione, rivisitandoli.
Anche nei viaggi che ho fatto, ho assaggiato piatti di culture diverse dalla mia, e mi piace molto questa contaminazione.

Hai un piatto preferito?
I piatti migliori vengono al momento, deve esserci l’ispirazione. Cucinare per me è un po’ come la musica, le ricette più buone vengono fuori quando c’è l’ispirazione. Così arrivano anche nuove creazioni. Ad esempio se faccio una carbonara la faccio sempre diversa, so che può sembrare un insulto per i romani, però devo sempre metterci qualcosa di mio.

Nella tua villa di campagna a Nepi, tra Roma e Viterbo, hai aperto una fattoria didattica. Di cosa si occupa in particolare l’associazione?
Facciamo onoterapia ai bambini con lievi disabilità. Proponiamo un percorso non terapeutico e tutto ciò che è legato alla natura: passeggiate, laboratori, meditazione e confronto con gli animali, in particolare gli asini. Diamo la possibilità a questi bimbi di provare emozioni diverse, con tanti stimoli nuovi. Molti di questi bambini non hanno mai visto gli animali, non hanno mai avuto la possibilità di passeggiare senza qualcuno gli dicesse “stai fermo, vieni qua, non toccare…” Da noi possono sporcarsi le mani, entrare in un orto, toccare le piante, annusare e tante altre pratiche.
E’ un progetto che abbiamo iniziato con i figli di nostri amici e che desideravo realizzare da tanto tempo. Perché ho sempre pensato di aver ricevuto tanta fortuna e che dovevo essere pronto a darne a mia volta. E’ come passare il testimone al ragazzo che viene dopo di te nella nazionale. E’ importante essere un buon esempio e fare del bene senza aspettarsi nulla in cambio. Quando fai queste cose ti senti già appagato.

Progetti futuri?
In questo momento non mi sento di pronunciarmi su nulla. Vivo alla giornata. Ci sono molte persone che generano false illusioni, ti propongono progetti poco concreti o incredibili. Staremo a vedere come si evolveranno. Se vivi da solo va bene tutto, ma con una famiglia è tutto diverso, hai un figlio da crescere e una compagna da rispettare. E’ una responsabilità importante e preferisco valutare bene le proposte di lavoro.

 

Intervista tratta dalla rivista Destinazione Benessere n°23 di Marzo 2022

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