A Cotignola (RA) debutta la tecnologia all’avanguardia per la radiochirurgia cerebrale: un’innovazione senza precedenti
Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA), un rinomato centro di alta specialità del gruppo GVM Care & Research, si afferma nuovamente come punto di riferimento per la radiochirurgia stereotassica in Italia. A meno di due anni dall’alluvione che aveva compromesso l’unica Gamma Knife presente in Emilia-Romagna, l’ospedale ha recentemente acquisito la più moderna apparecchiatura disponibile per il trattamento mininvasivo delle lesioni cerebrali tumorali e vascolari.
Il nuovo modello ESPRIT di Elekta, il primo del suo genere in Italia, rappresenta un balzo in avanti nella precisione terapeutica. Grazie alla sua tecnologia avanzata, questa innovativa Gamma Knife permette di colpire anche le più piccole lesioni intracraniche, salvaguardando i tessuti sani circostanti e riducendo la necessità di interventi chirurgici invasivi. Questo significa che i pazienti possono riprendere le loro normali attività in tempi significativamente più brevi.

Prof. Enrico Motti, Coordinatore dell’Unità Operativa di neurochirurgia Gamma Knife a Maria Cecilia Hospital_LD
“La Gamma Knife rappresenta una rivoluzione nel trattamento di patologie tumorali e vascolari che in passato erano considerate incurabili o che venivano affrontate chirurgicamente con rischi elevati ed esiti incerti – spiega il dott. Enrico Motti Coordinatore dell’Unità Operativa di neurochirurgia/Gamma Knife a Maria Cecilia Hospital -.
La neurochirurgia e la microchirurgia hanno certamente ancora un ruolo insostituibile importantissimo, ogni qualvolta sia indispensabile rimuovere in tempi rapidi una massa in espansione in aree vitali o impedire un’emorragia imminente, ma quando possibile, ad ogni età, si evita la craniotomia eliminando non solo il trauma chirurgico, ma raggiungendo spesso maggiori percentuali d’efficacia rispetto all’approccio tradizionale e riducendo o eliminando molti limiti della microchirurgia oltre alle recidive tipiche della neurochirurgia.
I benefici del trattamento con Gamma Knife sono tanto più evidenti nei meningiomi del seno cavernoso e negli inevitabili residui chirurgici degli adenomi dell’ipofisi situati in anfratti irraggiungibili, nei neurinomi dell’acustico/facciale e nelle malformazione arterovenosa che con Gamma Knife vengono progressivamente ridotte o addirittura eliminate raggiungendo livelli d’efficacia superiori all’80%, evitando i rischi elevatissimi della rimozione, dei re-interventi e delle tecniche intervenzionistiche con embolizzazione endovascolare”.
Il Gamma Knife è efficace nel trattamento di tumori cerebrali benigni e maligni, metastasi, malformazioni vascolari e anche patologie funzionali come la nevralgia trigeminale. Grazie a fasci radianti che assicurano una precisione millimetrica, il trattamento colpisce selettivamente il tessuto malato, preservando i tessuti sani.
Il nuovo modello, oltre a presentare una mini TC stereotassica integrata per il monitoraggio continuo del paziente, offre un’esperienza confortevole e rilassante, grazie alla possibilità di ascoltare musica o podcast durante il trattamento. La procedura, generalmente effettuata in un’unica seduta, è indolore e priva di incisioni chirurgiche, con un recupero notevolmente più rapido rispetto agli interventi tradizionali.
Introdotto in Italia nel 1992, il Gamma Knife presso il Maria Cecilia Hospital ha segnato un punto di svolta nel campo della neurochirurgia, e oggi è presente anche nell’Anthea Hospital di Bari, rendendo il gruppo GVM uno dei pochi in Italia a disporre di due apparecchiature di questo tipo.
“Questa scelta strategica è un chiaro segno del nostro impegno per l’innovazione tecnologica e la cura dei pazienti“, afferma Ettore Sansavini, presidente di GVM Care & Research.
Il trattamento con Gamma Knife si articola in quattro fasi: immobilizzazione della testa, acquisizione spaziale del bersaglio, identificazione delle strutture anatomiche circostanti e pianificazione dell’irradiazione. La durata della seduta varia da pochi minuti a un paio d’ore, con un ricovero ridotto a solo un giorno, offrendo ai pazienti un recupero veloce e un ritorno immediato alle attività quotidiane.
Con un follow-up attento nei tre anni successivi al trattamento, il team del Maria Cecilia Hospital si dedica a monitorare l’evoluzione della malattia e a gestire eventuali complicanze, assicurando così la migliore assistenza possibile per i pazienti.
Per maggiori informazioni: www.gvmnet.it















